1951-1970
 
1951
Inizia la costruzione della sottostazione di Bellinzona, sul terreno acquistato dal Patriziato di Carasso a 6 franchi il m2.
1953
In data 10 marzo e dopo 11 anni di attesa, la concessione statale per lo sfruttamento della Morobbia è rinnovata per una durata di altri 40 anni, con scadenza il 31 dicembre 1992. L’attesa fu lunga, poiché lo Stato stava studiando nuovi intendimenti nella politica idroelettrica del Cantone: al sistema di concessione delle acque si intendeva sostituire quello dello sfruttamento diretto o in partecipazione. Negli anni quaranta si discusse anche della possibilità di sfruttare le acque del Ticino per la realizzazione di un impianto idroelettrico. Dopo il rinnovo della concessione della Morobbia il progetto viene tuttavia accantonato.
1955
Ultimo potenziamento del vecchio impianto della Morobbia, con la sostituzione dei due più anziani gruppi, in servizio da 47 e rispettivamente da 37 anni, con un gruppo da 5000 kVA. Questo cambiamento permette di ottenere, con i tre gruppi da 5000, 2500 e 2000 kVA, la produzione di una potenza massima di 7400 kW.
1957
Alla fine degli anni cinquanta, il 40% dell’energia necessaria all’approvvigionamento della rete dell’Azienda elettrica comunale di Bellinzona è acquistata, la Morobbia non è più sufficiente a soddisfare i bisogni della crescente popolazione ed economia bellinzonese. Si studiano pertanto sistemi sostitutivi per procurarsi nuove fonti di produzione e nell'impossibilità di partecipare alla realizzazione dei più importanti impianti del Cantone, si analizzano tutte le soluzioni per ottenere una maggiore produzione sfruttando le acque della Valle Morobbia e quelle dei bacini imbriferi adiacenti. Il progetto più interessante risulta essere quello denominato "Grande Morobbia", che oltre alla captazione della Morobbia e della Valmaggina a quota 900 m, prevede la derivazione di due sorgenti del Vedeggio e del torrente della Valle d'Arbedo.
1959
La Città di Bellinzona presenta l'8 maggio la domanda di concessione per la realizzazione dell’impianto “Grande Morobbia”. II progetto dove però essere abbandonato per la decisa opposizione dei Comuni del Vedeggio appoggiati dalla Città di Lugano. Identica sorte subisce il progetto denominato Riviera-Verzasca che implicava la captazione degli affluenti di destra del Ticino da Pollegio a Lodrino e di quelli che confluiscono nella Verzasca a Lavertezzo.
1964
Si inizia a posare i cavi della rete a media tensione in strutture sotterranee.
1966
Tra una discussione e l’altra per l’ampliamento o la costruzione di nuovi impianti, la “vecchia” Morobbia inizia a sentire il suo tempo: il bacino di compenso accusa segni evidenti di cedimento; nella galleria ci sono franamenti che fanno temere il ripetersi dell'evento che determinò il rifacimento di circa 1 chilometro nel 1949; la condotta forzata costruita all'inizio del secolo è corrosa in modo tale che le fughe di acqua si verificavano con crescente frequenza.
Scartata l'idea di non rinunciare a una produzione propria, gli studi fatti suggeriscono di preferire il progetto di rinnovamento e di potenziamento dell'attuale impianto. Il Municipio, approvato il progetto di potenziamento, inoltra la domanda di concessione al Consiglio di Stato a fine anno, il 7 dicembre.
1967
La pubblicazione non solleva opposizioni, un anno dopo, il 12 settembre, il Gran Consiglio vota il progetto di concessione per il periodo di 40 anni e già il 16 dicembre 1967 il Consiglio comunale ne decide la realizzazione, il costo previsto è di 15 milioni di franchi.
1970
Il 14 febbraio viene definitivamente messo fuori esercizio il vecchio gruppo della centrale, mentre il 22 marzo vi è l’inaugurazione dell’impianto della “maggiorata Morobbia”, che comprende una diga ad arco alta 39 metri, con una corona di 99 m e uno spessore da 1,70 a 5,10 m. La valle viene così sbarrata sotto Carmena, mentre una galleria sotto pressione di 2920 metri e una condotta forzata di 940 metri ne ridisegnano il paesaggio. Anche la Centrale di Giubiasco è completamente rimodernata, con un nuovo gruppo da 12'500 kVA ad asse verticale. Il 24 aprile l’impianto entra ufficialmente in funzione, per mano del direttore dell’AECB, ing. Franco Piffaretti.
 
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